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Esilio -Exil – Exile – Exilio

marcellocomitini

selinunte-esilio Tempio di Selinunte

La mia città ha nelle vene un fiume di lava
e le radici incastonate in un enorme masso
da cui affiorano punte acuminate
tra le lenzuola della neve
come i denti di un ciclope anneriti dal fumo
della montagna in fiamme.
Una cintura di treni che fuggono
la stringe alla vita e segna il confine
tra l’immobilità del volto e il movimento eterno
del mare che le carezza i fianchi.
Si aprono grandi finestre e negli occhi delle donne
splende il colore del mare, nel cuore
il battere delle onde. Non dimenticare
la tristezza di quando sei fuggito
con la febbre riarsa sulle labbra.
Non dimenticare nelle strade anonime
tra la folla immemore che passa
davanti a cadaveri di pietra di un passato felice.
Accogli quel respiro caldo che giunge dal sud
spinge il giallo e acre profumo dei frutti
e il misterioso fruscio del grano
quando…

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